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Sponsor da maglia, la classifica che non rispecchia il campo. E la Serie A è la più povera tra le top league europee

Sponsor da maglia, la classifica che non rispecchia il campo. E la Serie A è la più povera tra le top league europee

“Per fortuna i soldi non possono spostare i pali delle porte”: chissà se questa celebre frase di Enzo Bearzot può definirsi attuale anche in questo momento storico del calcio, in cui invece a farla da padrone è sempre più l’aspetto economico, tranne eccezioni ormai sempre più rare. In fondo però, se si va a guardare la storia del calcio italiano, è sempre stato più o meno così. Chi ha più soldi, vince: un brocardo forse non assoluto, ma che si avvicina sicuramente ad una verità inconfutabile. E difficilmente sovvertibile.

Basti pensare che, negli ultimi sei anni, a portarsi a casa lo scudetto è stata sempre la Juventus, il club che ha il fatturato e gli introiti maggiori in Italia. E se si lancia uno sguardo alla classifica dei main sponsor delle 20 squadre di Serie A, la sovrapposizione è perfetta: il club bianconero, con il marchio Jeep sulle proprie maglie, riceve da Fiat Italia 18 milioni di euro a stagione, più di tutti nel massimo campionato. Analizzando la stagione attuale, però, si può notare qualche piccolo cambiamento. Primo in classifica c’è l’Inter, alla quale Pirelli assicura 12 milioni di euro a stagione: il club milanese occupa invece il quarto posto della classifica dei main sponsor. Il Napoli, attualmente secondo, riceve da Lete e Garofalo la stessa somma di 12 milioni di euro. Una cifra che, nella classifica degli sponsor, piazza la società 58086219partenopea al quinto posto. Al quarto e al quinto posto ci sono le due squadre della capitale; e anche in questo caso il risultato del campo non coincide con quello degli introiti da main sponsor. Se la Lazio prende da Seleco “solo” 6 milioni a stagione, la Roma addirittura non ne ha: il club di Pallotta preferisce non svendere la sacralità della propria casacca in cambio di una sponsorizzazione non all’altezza. Sorprende in negativo il Milan settimo in classifica, che però riceve da Fly Emirates 16 milioni di euro a stagione, assestandosi al terzo posto della particolare classifica. Il caso borderline è rappresentato dal Sassuolo: il club emiliano riceve da Mapei la considerevole, per un club della sua portata, cifra di 18 milioni, piazzandosi addirittura al secondo posto di questa speciale classifica, che è lontanissimo dal diciassettesimo posto occupato invece dalla squadra di Iachini.

Le cifre rappresentate denotano anche sotto questo aspetto la decadenza del calcio italiano. Il paragone con gli altri grandi campionati resta infatti improponibile: il totale degli incassi da main sponsor resta sotto i 100 milioni per il nostro torneo, superato persino dalla Ligue 1 che l’anno scorso ha toccato quota 103 milioni. La Liga è a 105 milioni, con la Bundesliga a 168. La Premier League, inarrivabile, riceve introiti da main sponsor che quest’anno supereranno i 350 milioni di euro. Chevrolet assicura al Manchester United ben 56 milioni di euro a stagione, Yokohama ne dà 53 al Chelsea, mentre Fly Emirates 35 all’Arsenal: più del doppio di quanto viene pagato al Milan dallo stesso sponsor. Altre cifre, altri mondi e un altro calcio. Quello che in Italia, da un po’ di tempo, non esiste più.

Vincenzo Balzano

Twitter: @VinBalzano