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Serie A, crescita lenta. Tra contraffazione e prezzi (altissimi) delle maglie

Serie A, crescita lenta. Tra contraffazione e prezzi (altissimi) delle maglie

Si fanno spesso grandi analisi sul merchandising delle squadre di Serie A, quasi mai si riesce a capire per quale motivo il nostro campionato sia indietro di anni luce rispetto alle altre leghe europee. Il movimento calcistico italiano è in declino ormai da tempo, per una serie di cause che concorrono a delinearne i contorni. Le squadre del nostro Paese, soprattutto quelle con una tradizione più ancorata, non riescono a “vendersi” bene: perché?


UNA PIAGA DA ESTIRPARE


Uno dei motivi è sicuramente da ricercare nella contraffazione. Basti pensare che, nell’ultimo anno e mezzo, la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro la considerevole cifra di 3 milioni di oggetti falsi, tra maglie, scarpe e accessori legati al mondo del calcio. E il livello di attenzione si innalzerà ulteriormente, spinto da una ricerca dell’Ufficio dell’UE per la Proprietà Intellettuale: a causa del mercato contraffatto, l’industria legittima perde ogni anno entrate per 500 milioni di euro, con una percentuale vicina al 7% delle vendite totali. Un dato clamoroso, che va ad incidere anche sul mercato del lavoro, con perdite di posti di lavoro stimate in 2800 unità. Una piaga.

Eppure l’Italia resta uno dei Paesi, insieme alla Francia, dove le magliette ufficiali delle squadre di calcio costano di più. A rivelarlo è stato uno studio dell’agenzia inglese Ticketgum.

Secondo questa analisi, la media costo di una maglia di Serie A si attesta sugli 80 euro, più o meno la stessa della Ligue One, dove la media viene alzata dal prezzo esorbitante della maglia del Monaco, che costa ben 95 euro.


CONFRONTO IMPIETOSO


Prezzi altissimi, se si considera ad esempio che, in Premier League, la media è di 60 euro. La maglia del Manchester United, ad esempio, tra le più vendute, cosa “solo” 66 euro. Lo stesso si può dire della Liga, dove in media una maglia costa 70 euro. Esattamente il prezzo delle casacche di Real Madrid e Barcellona. Una politica intelligente, imperniata sulla quantità di maglie da vendere, con l’obiettivo finale di far conoscere il più possibile il proprio marchio.

Una differenza abissale con l’Italia quindi, che diventa ancora più ampia se si pensa allo scarso potere d’acquisto dei cittadini del nostro Paese, soprattutto se messo in relazione con quello della popolazione inglese. Occorrerebbe quindi un’inversione di tendenza, rinunciando magari ad un incasso maggiore nel breve periodo ma puntando ad espandere il prodotto nel lungo periodo. Una politica che altrove ha funzionato e sta funzionando ancora molto bene.

Vincenzo Balzano

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