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Russia 2018, iniziano i Mondiali dell’opulenza. E per i Lloyd’s non c’è storia: ecco chi vincerà

Russia 2018, iniziano i Mondiali dell’opulenza. E per i Lloyd’s non c’è storia: ecco chi vincerà

E’il giorno che tutti i tifosi del globo attendono con ansia ogni 4 anni: oggi, con la partita inaugurale tra Russia e Arabia Saudita inizia il Campionato del Mondo 2018. Si tratta della ventunesima edizione del Mondiale, che si giocherà per la prima volta nella storia in Russia: la finale è in programma domenica 15 luglio. Oltre alle storiche Nazionali, all’elenco delle quali mancano incredibilmente Italia e Olanda, è da segnalare la presenza, per la prima volta, dell’Islanda e di Panama. Ritornano il Senegal, il Marocco, l’Egitto e il Perù, quest’ultimo addirittura dopo 36 anni. Fa notizia anche l’assenza del Cile, detentore della Copa America, del Camerun, detentore della Copa d’Africa e degli Stati Uniti, la cui mancata qualificazione segna sicuramente un passo indietro nello sviluppo del soccer.

Quello che inizia oggi è stato già definito il Mondiale dell’Opulenza. La Russia, per ospitare le 32 Nazionali che si contenderanno il trofeo più ambito, ha speso per il momento ben 11 miliardi di dollari. Vladimir Putin ha ovviamente interesse affinché tutto vada per il meglio in una manifestazione in cui gli occhi del pianeta saranno tutti su Mosca. E per questo non ha badato a spese: il dato ufficiale su quanto sarà costato questo Mondiale si saprà solo più avanti, quando saranno ricompresi anche gli extra che esploderanno nei prossimi anni. Ma è facile prevedere che supererà l’edizione finora più costosa, quella del Brasile dove furono spesi 15 miliardi di dollari.

Le previsioni iniziali, quando nel 2010 la Russia ottenne l’organizzazione del torneo, parlavano di una spesa oscillante tra i 7 e gli 8 miliardi. Degli 11 miliardi spesi, 6,7 provengono dal governo centrale, mentre 1,5 da quelli regionali. Gli altri 3,4 miliardi li hanno messi i privati, tra i quali ci sono però anche le compagnie di Stato e le numerose imprese che sono rette parzialmente o per intero dal Cremlino. Alla fine quindi, la quasi totalità delle spese è stata affrontata gravando sulle casse del Paese, che tra l’altro è alle prese da tempo con una situazione economica tutt’altro che semplice. Ad ogni modo questi soldi, secondo stime fornite dal governo russo, sono stati spesi così: 4 miliardi in infrastrutture (utilizzati per rinnovare strade, aeroporti e ferrovie), due miliardi di costi operativi e 5 miliardi per gli impianti sportivi.

Il problema è che molti di questi impianti sono delle cattedrali nel deserto, ed hanno un costo di gestione da far accapponare la pelle. Negli stadi di Kaliningrad, Volvograd, Nixnhy e Samara non giocherà nessuno, in quanto le squadre locali militano al massimo in Serie B e hanno in media solo cinque mila spettatori. Nel piano iniziale era previsto che ogni regione si sarebbe accollata i costi di gestione: ma questo le avrebbe mandate praticamente gambe all’aria. E’ dovuto intervenire, ovviamente, Putin: fino al 2023 sarà il governo centrale a farsene carico.

Alla ricchezza utilizzata per organizzare il Mondiale, corrisponde anche quella del valore delle rose delle Nazionali che vi prenderanno parte. Un dato in base al quale i Lloyd’s di Londra hanno pronosticato la Francia campione del mondo. I galletti hanno un valore assicurativo pari a 1,4 miliardi di euro, e vengono così definiti i favoriti per la vittoria finale. Occhio: quattro anni fa gli stessi Lloyd’s avevano dato per certa la vittoria della Germania. Mettiamoci comodi, e vediamo come va a finire.

Vincenzo Balzano