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Minaccia Superlega, la Uefa ha l’antidoto: rivoluzione Champions dal 2021? Ecco cosa potrebbe accadere

Minaccia Superlega, la Uefa ha l’antidoto: rivoluzione Champions dal 2021? Ecco cosa potrebbe accadere

Alcuni documenti di Wikileaks svelati dal quotidiano tedesco Der Spiegel, hanno dimostrato come l’idea di una Superlega composta dai maggiori club europei fosse stata molto vicina all’attuazione negli scorsi anni.

Un vero e proprio campionato europeo per squadre, con alcune di esse in pianta stabile e una parte che vi avrebbero preso parte con una sorta di meccanismo di promozioni e retrocessioni. La Uefa riuscì ad arginare la minaccia imbastendo di fatto un nuovo format per la Champions League, che è poi quello attuale e che sarà in vigore fino alla stagione 2020/2021. Le richieste delle grandi squadre sono state accolte dalla Uefa che ha innanzitutto innalzato gli introiti derivanti dalla partecipazione alla CL, e concesso poi alle Leghe più importanti di portare le prime quattro squadre direttamente ai gironi, senza passare per la mannaia dei preliminari.

Cosa accadrà dopo il 2021?

Sebbene sia difficile fare previsioni a lungo termine, è chiaro a tutti come il calcio stia andando sempre più nella direzione di un business sport difficilmente applicabile nei singoli Paesi. Non solo. Anche la Champions, così come è ora, potrebbe non essere più sufficiente economicamente per i club, da qui a tre anni. Motivo per cui la Superlega potrebbe presto tornare in auge come idea ed essere applicata a partire dalla stagione 2021/2022. Cosa fare per evitare che questo accada? L’Uefa un’idea ce l’ha. Probabilmente non di semplice attuazione, ma al momento l’unico modo per evitare una scissione storica nel calcio.

NUOVA CHAMPIONS

A Nyon stanno valutando già da tempo la possibilità di rinnovare nuovamente la Champions League. Partendo innanzitutto dai giorni in cui la manifestazione potrebbe giocarsi: non più durante la settimana, ma nel weekend. Con buona pace dei campionati nazionali che invece verrebbero relegati proprio nei giorni infrasettimanali. Lo spostamento porterebbe ovviamente notevoli benefici dal punto di vista degli introiti economici. Calcolando il fuso orario con altri posti del Mondo dove il calcio europeo è in continua ascesa – la Cina, ad esempio – facendo giocare le partite di Champions League nel weekend alle 15 ad esempio, i diritti televisivi della manifestazione raggiungerebbero vette al momento inesplorate. Un processo di cambiamento che non sarà semplice e nemmeno indolore.

Una ipotesi contro cui si sono già scagliate le leghe nazionali nelle scorse settimane. La “European Leagues”, entità che riunisce i campionati nazionali di tutta Europa, ha infatti approvato un documento in cui pone i limiti di negoziazione con la UEFA per la compilazione del calendario 2021-2024. Due i punti fondamentali su cui le leghe puntano: nessuna rinuncia al fine settimana e nessun aumento nel divario tra i proventi derivanti da Champions League ed Europa League. Che è poi la strada che l’Uefa sembra intenzionata ad intraprendere per evitare la creazione di una Superlega fuori dalla sua egida.