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Milan, Mr Li verso la cessione: Commisso in pole, ma spunta un altro tycoon americano

Milan, Mr Li verso la cessione: Commisso in pole, ma spunta un altro tycoon americano

In casa Milan si attende con trepidazione la sentenza della Uefa, che punirà il club rossonero per le violazioni sul Fair Play Finanziario: arriverà l’esclusione dall’Europa League per questa stagione e una multa di circa 30 milioni di euro. La difesa presentata dall’Ad del Milan, Marco Fassone, non è valsa sconti di pena dunque. Anche perché l’Uefa è preoccupata soprattutto per il futuro di uno dei club più titolati al mondo. Ed è per questo che Yonghong Li potrebbe alla fine pensare di cedere una parte delle azioni del Milan.

Nei giorni scorsi era circolata l’idea circa l’ingresso di un socio, che affiancasse solamente l’imprenditore cinese. L’identikit tracciato era quello di Rocco Commisso, italiano che vive negli Stati Uniti da quando aveva 12 anni, e che grazie all’azienda da lui creata, Mediacom, è stimato da Forbes come tra gli uomini più ricchi del pianeta: il suo patrimonio ammonta infatti a 4,5 miliardi di dollari. Commisso però, non ha accettato il ruolo di minoranza che Li gli aveva offerto e ha rilanciato: poco più di 500 milioni per l’acquisto del 70% delle azioni, impegno ad estinguere immediatamente il debito con Elliott, e 150 milioni da investire sul mercato. Affare fatto? Macché. Quella che sembrava un’offerta estremamente vantaggiosa ha incontrato l’ostracismo del magnate cinese, che ha rilanciato più volte al rialzo per cedere il club. E al momento sembra tutto bloccato: Mr Li ha altre 24 ore, il limite temporale imposto da Commisso, per accettare le condizioni della cessione, oltrepassate le quali l’affare non si farà più.

A chi potrebbe giovare tutto questo? Forse a Thomas Ricketts, con alle spalle Morgan Stanley. Anche Ricketts, proprietario dei Chicago Cubs, si era ufficialmente esposto, dicendosi interessato all’acquisizione del Milan. E ora, dopo l’inatteso – e chissà se momentaneo – stop alle trattative tra Li e Commisso, potrebbe tornare prepotentemente in gioco. Il tempo ovviamente è tiranno. Perché il problema principale del Milan è proprio questo: dopo la sentenza Uefa che estrometterà i rossoneri dall’Europa League, il prossimo 6 luglio c’è uno step importantissimo. Entro quella data infatti Mr Li deve rimborsare il fondo Elliot dei 32 milioni che ha anticipato per coprire l’aumento di capitale non versato dallo stesso Li. Se Yonghong riuscisse a trovare in qualche modo questi soldi, riuscirebbe a mantenere il controllo del Milan – almeno fino ad ottobre – e di conseguenza dell’intera vicenda riguardante un’eventuale cessione.

Di certo, al momento, sembra complicarsi anche la pista del ricorso al Tas di Losanna, dopo la sentenza Uefa: senza la chiusura della trattativa con un nuovo socio, infatti, sarà difficile che il tribunale possa dare ragione al Milan visto che la Uefa ha sempre messo al centro della questione i dubbi intorno alla proprietà di Yonghong Li.