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L’Italia vuole gli Europei del 2028: obiettivo ristrutturare gli stadi e rilanciare il movimento

L’Italia vuole gli Europei del 2028: obiettivo ristrutturare gli stadi e rilanciare il movimento

“Quando sei incudine statti, quando sei martello batti”: questo proverbio sembra perfetto per raccontare quello che sta succedendo nelle segrete stanze del calcio italiano. Che, dopo il fallimento della mancata partecipazione della Nazionale ai prossimi Mondiali in Russia, vuole, meglio dire vorrebbe, ripartire di slancio. E per farlo, l’idea che bazzica da qualche tempo in Federazione è quella di candidarsi ad ospitare i Campionati Europei di calcio del 2028. Il momento attuale non è propizio: l’Italia ora, calcisticamente parlando, è incudine e non può avanzare alcun tipo di pretesa. Anche perché la percezione che si ha all’estero del nostro calcio continua ad essere negativa. Ma presto potrebbe arrivare il momento di trasformarsi in martello, e allora bisogna farsi trovare, almeno programmaticamente, pronti.

IL PIANO – Il dg della Federcalcio, Michele Uva, ha confermato l’idea durante la presentazione del nuovo stadio del Cagliari. Idea che non dispiace nemmeno a Giovanni Malagò, presidente del Coni. La decisione ovviamente spetta al consiglio federale con l’appoggio del nuovo governo. E’ chiaro che una Federazione commissariata avrà grosse difficoltà a portare avanti l’ipotetica candidatura. E allora bisognerà ripartire dalla nuova FIGC, quando ne verrà eletto il presidente e cambiato lo statuto, e solo successivamente si potranno fare valutazioni infrastrutturali.

QUALI STADI – Gli impianti italiani che attualmente sarebbero in grado di rispondere alle esigenze Uefa sono solo tre: L’Olimpico, San Siro e l’Allianz Stadium. Ai quali potrebbero presto aggiungersi il nuovo impianto che farà costruire la Roma, il nuovo stadio della Fiorentina e il San Nicola, che presto subirà una profonda ed innovativa trasformazione.  L’Uefa chiede dieci stadi: uno da 60 mila spettatori, 2 da 50 mila, tre da 40 mila e quattro da 30 mila, parlando di biglietti vendibili per posti effettivi a sedere. Sic stantibus rebus, resterebbero fuori sicuramente Udine e Reggio Emilia, pur avendo impianti all’avanguardia, e Bologna, dove si vuole costruire un nuovo stadio da 23 mila spettatori. Napoli è un caso a parte: lo stadio c’è, in quanto a capienza, ma così com’è non è assolutamente presentabile.

L’UEFA CI OSSERVA – Il prossimo 24 settembre verrà decisa l’assegnazione degli Europei del 2024: se lo contendono Turchia e Germania. Dal giorno dopo l’Italia potrebbe trovarsi a dover diventare martello: in programma ci sono il Congresso Uefa a Roma il 7 febbraio 2019, gli Europei Under 21 a giugno 2019 (si giocheranno a Bologna, Cesena, Reggio Emilia, Trieste, Udine e San Marino), e nel 2020 la gara d’apertura degli Europei itineranti che si terrà a Roma. Tutti banchi di prova che dovranno servire al calcio italiano per far capire all’Uefa che il trend, nel nostro paese, è stato finalmente invertito.