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Guerra fredda nel calcio, agenzia antidoping Usa: “Fare controlli approfonditi sulla Russia”

Guerra fredda nel calcio, agenzia antidoping Usa: “Fare controlli approfonditi sulla Russia”

 Il Mondiale di calcio di scena in Russia è, dal punto di vista tecnico-tattico, uno dei peggiori della storia moderna della competizione iridata. Si è messo in luce soprattutto Cristiano Ronaldo, che sta trascinando il Portogallo a suon di gol: a fargli da contraltare sono invece le opache e scialbe prestazioni di Leo Messi, che con la sua Argentina ha ormai un piede e forse più fuori dai Campionati Mondiali.

Per cercare uno spunto dunque, bisogna guardare oltre il rettangolo di gioco. Nei giorni scorsi ha fatto scalpore la visita in Russia di Sepp Blatter: l’ex numero uno del calcio mondiale, con la sua presenza, ha imbarazzato non poco la Fifa, considerato che è ancora sotto inchiesta e con una squalifica fino al 2021. Blatter, tuttavia, era ospite di Putin, e il motivo è facilmente intuibile: fu proprio l’allora presidente della Fifa a spingere affinché la Russia ospitasse il Mondiale. Correva l’anno 2010, e le inchieste dell’Fbi sul boss svizzero erano ancora lontane da venire. Se la visita di Blatter è stata, per l’opinione pubblica e per la Fifa, a dir poco inopportuna, questo è solo una puntura di spillo rispetto alle accuse che stanno invece piovendo dagli Stati Uniti (guarda un po’), verso la Nazionale russa.

La squadra allenata dal Ct Cercesov, pur non disponendo di grandi stelle all’interno della sua rosa, è stata un po’ la sorpresa di questa fase iniziale della Coppa del Mondo: ha battuto l’Arabia Saudita 5-0 nella partita inaugurale, e poi l’Egitto di Salah 3-1. Quel che ha sorpreso, in positivo, della Russia, è stata la perfetta organizzazione tattica, soprattutto a livello difensivo. E poi un dato che mette in mostra una condizione fisica straripante: i calciatori russi hanno percorso 115 km nella prima gara e 118 nella seconda. E, finora, nessuna Nazionale si è nemmeno avvicinata a questa statistica.

Questi dati però, sostengono dagli Stati Uniti, non sarebbero frutto solo del duro lavoro, ma anche di qualcos’altro. Il capo dell’agenzia antidoping americana (USADA), Travis Tygart, ha fatto ufficialmente una richiesta alla Fifa: sottoporre i calciatori russi a controlli antidoping. “La nazionale russa deve sottoporsi a dei test aggressivi per salvaguardare la fiducia del pubblico verso l’integrità dei Mondiali. Le regole internazionali prevedono che miglioramenti improvvisi nelle prestazioni di una squadra devono essere indagati”, ha detto Tygart. La risposta della Federcalcio mondiale non si è fatta attendere. Alla vigilia del torneo, fanno sapere da Zurigo, la Russia era stata “una delle squadre tra le più verificate”. Tutto destinato a sciogliersi in una bolla di sapone dunque? Ancora presto per dirlo, di certo ora si attende la risposta della Federazione russa, che al momento di è trincerata dietro un “no comment”.