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Adiós Don Andrés, y buena suerte. Grazie per le emozioni che ci hai regalato

Adiós Don Andrés, y buena suerte. Grazie per le emozioni che ci hai regalato

Ha deciso, Iniesta: questa che sta terminando passerà alla storia come la sua ultima stagione con la maglia del Barcellona. Un addio che rispecchia in pieno il suo modo di essere uomo onesto, prima ancora che giocatore immenso e leale soprattutto. Un’altra bandiera del calcio che viene ammainata: 22 anni e oltre 30 trofei con la stessa maglia, quella indossata per la prima volta a 12 anni nella cantera del Barcellona. Una carriera straordinaria: con la camiseta blaugrana ha vinto otto campionati spagnoli, sette Supercoppe spagnole, sette Coppe del Re, quattro UEFA Champions League, tre Supercoppe UEFA e tre Coppe del mondo per club FIFA. Con la nazionale spagnola ha partecipato a tre Mondiali (2006, 2010 e 2014), tre Europei (2008, 2012 e 2016) e una Confederations Cup (2013), vincendo l’Europeo 2008 e 2012 e il Mondiale 2010; nel corso di quest’ultima rassegna ha siglato due gol, tra cui la rete decisiva nella finale di Johannesburg contro i Paesi Bassi (1-0). Gli è mancato il pallone d’oro, magra consolazione essere arrivato nel 2010 alle spalle di Messi: un piccolo neo che non può di certo macchiare la forza di un interprete straordinario del ruolo di centrocampista.

La sala stampa di San Joan Despì questa mattina straripava di gente. Giornalisti, famigliari, magazzinieri, i dirigenti e il presidente, tutti i calciatori tranne Messi (che non ama gli addii). Ha dovuto combattere con la sua commozione Iniesta, e quando stava per cedere un lungo applauso ha accompagnato gli occhi lucidi del campione. “Io sono un tipo onesto, e voglio continuare a esserlo con me e con il club che mi ha dato tutto: non mi sento di poter continuare a offrire il rendimento che ho tenuto finora. È una questione di natura, di vita, il tempo passa e non ci si può fare nulla. Sto per compiere 34 anni, non mi perdonerei mai se non fossi in grado di dare qualcosa a questo club, e ora sta diventando sempre più difficile”, ha detto Iniesta.

Che su un futuro – molto probabile – in Cina, ha aggiunto: “Mancano dei dettagli. Ho sempre detto che non avrei giocato contro il Barça quindi fuori dall’Europa ogni posto va bene. Prima però c’è ancora da vincere una Liga per chiudere un’annata col doblete, una stagione molto positiva”. E il finale, un tocco di classe in pieno stile Iniesta: “Come vorrei essere ricordato? Come un gran giocatore e una gran persona. Ho passato tutta la mia vita a provarci”. Ci sei riuscito, Don Andrés, altro che.

Vincenzo Balzano